Un termostato controllabile dal telefono non basta, da solo, per ottenere una detrazione. Il bonus domotica riguarda sistemi collegati agli impianti di riscaldamento, climatizzazione o produzione di acqua calda, non qualsiasi dispositivo smart acquistato per casa.
Prima di ordinare centraline, sensori o valvole intelligenti, conviene capire quale agevolazione si applica, quali documenti servono e quali lavori restano esclusi. Il punto di partenza è distinguere la domotica utile al risparmio energetico dai normali gadget per la casa.
Bonus domotica 2026: quale agevolazione si applica
Nel 2026 la domotica non ha, in genere, un bonus fiscale autonomo. L’installazione di sistemi di building automation, cioè strumenti che gestiscono automaticamente gli impianti domestici, rientra nell’Ecobonus.
La guida dell’Agenzia delle Entrate sulla riqualificazione energetica distingue gli interventi di efficienza energetica dalle semplici opere di ristrutturazione. È una differenza importante, perché scegliere il bonus sbagliato può creare problemi quando dovrai compilare la dichiarazione dei redditi.
Non basta avere una casa intelligente
La building automation deve permettere una gestione automatica e personalizzata degli impianti. Può anche consentire il controllo a distanza tramite smartphone, tablet o computer, ma il collegamento remoto non è l’unico requisito.
Per esempio, un sistema può ridurre o regolare il funzionamento del riscaldamento quando non sei in casa. Può coordinare la climatizzazione con gli orari impostati oppure controllare la produzione di acqua calda.
Il vademecum ENEA sulla building automation chiarisce proprio questo punto: l’agevolazione riguarda il sistema di gestione degli impianti, non il semplice apparecchio connesso a internet.
Il bonus mobili non copre la domotica
Il bonus mobili è un’agevolazione diversa. Può riguardare mobili ed elettrodomestici acquistati in presenza di determinati lavori edilizi, ma non copre automaticamente termostati smart, sensori, hub o sistemi di controllo remoto.
Anche il bonus ristrutturazioni segue regole proprie. Se stai rifacendo l’impianto elettrico durante una ristrutturazione, alcune opere possono rientrare nell’agevolazione edilizia. Il dispositivo domotico, però, non diventa detraibile solo perché compare nella stessa fattura.
Quanto puoi recuperare nel 2026
Per la building automation, le indicazioni ENEA per il 2025 e il 2026 riportano una detrazione del 50% per l’abitazione principale e del 36% per gli altri immobili. La tabella ENEA delle aliquote 2026 è il riferimento da controllare prima di presentare la pratica.
Il limite massimo della detrazione è di 15.000 euro per unità immobiliare. Non significa che riceverai 15.000 euro sul conto: la somma viene sottratta dalle imposte secondo le regole della detrazione.
| Tipo di immobile | Aliquota 2026 | Spesa teorica per arrivare al limite | Detrazione massima |
|---|---|---|---|
| Abitazione principale | 50% | 30.000 euro | 15.000 euro |
| Altri immobili | 36% | Circa 41.666,67 euro | 15.000 euro |
La spesa teorica indicata in tabella serve solo a capire il rapporto tra aliquota e massimale. Se spendi 8.000 euro, la detrazione si calcola su quella cifra, sempre che tutte le spese siano ammesse e documentate.
La detrazione arriva in dieci anni
Il bonus domotica non è un rimborso immediato. La detrazione viene normalmente divisa in 10 quote annuali dello stesso importo.
Con una spesa agevolabile di 10.000 euro e un’aliquota del 50%, la detrazione teorica sarebbe di 5.000 euro. In questo caso recupereresti 500 euro all’anno per dieci anni, se hai abbastanza imposta da pagare.
Questo aspetto viene spesso trascurato. La detrazione non può superare l’IRPEF dovuta e la parte che non riesci a utilizzare, in linea generale, non viene trasformata in un rimborso automatico. Prima di fare un investimento importante, controlla quindi la tua situazione fiscale.
Quali dispositivi rientrano davvero
Il sistema deve gestire almeno uno degli impianti indicati dalle regole: riscaldamento, climatizzazione estiva o produzione di acqua calda sanitaria. Sono ammesse anche le apparecchiature necessarie per il controllo automatico e remoto, insieme all’installazione.

Photo by Jakub Zerdzicki
Termostati e valvole smart
Un termostato intelligente può rientrare nel bonus domotica quando fa parte di un sistema di regolazione degli impianti termici ammesso dall’Ecobonus.
La semplice sostituzione di un vecchio termostato con un modello Wi-Fi non è sempre sufficiente. Il prodotto deve avere una funzione reale di gestione dell’impianto e deve essere installato nel modo previsto dalla documentazione tecnica.
Lo stesso vale per le valvole termostatiche smart. Se comunicano con il sistema di riscaldamento e permettono una regolazione organizzata dei consumi, possono essere valutate nell’ambito dell’intervento. Un singolo dispositivo acquistato online, senza installazione qualificata e senza collegamento al sistema, è molto più difficile da ricondurre alla detrazione.
Cosa resta fuori
Telecamere, videocitofoni, serrature smart, lampadine connesse, prese intelligenti, assistenti vocali e robot aspirapolvere non rientrano nella building automation dell’Ecobonus solo perché fanno parte di una casa domotica.
Anche smartphone, tablet e computer non sono spese agevolabili in quanto tali. Sono strumenti usati per impartire comandi, non il sistema che gestisce l’impianto energetico.
Il collegamento a un’applicazione, quindi, non basta. Chiedi sempre al fornitore di indicare quale impianto viene controllato e in che modo il dispositivo contribuisce alla regolazione automatica.
Tende motorizzate e schermature solari
Le tende motorizzate non sono automaticamente una voce del bonus domotica. Possono rientrare in un intervento di risparmio energetico quando sono schermature solari ammesse e rispettano i requisiti tecnici previsti.
La motorizzazione, da sola, non trasforma una tenda in un intervento agevolato. Servono caratteristiche precise del prodotto, modalità di posa e documentazione coerente. Se vuoi includere tende o tapparelle motorizzate, chiedi una verifica separata invece di inserirle genericamente nella voce “domotica”.
Cosa controllare prima di acquistare
Il momento più importante è prima del pagamento. Dopo l’acquisto, correggere una fattura o recuperare una scheda tecnica può diventare complicato.
Parti da un preventivo dettagliato
Il preventivo dovrebbe separare apparecchiature, installazione, configurazione, opere elettriche e altri lavori necessari. Deve anche descrivere l’impianto controllato, non limitarsi a elencare “kit smart home”.
Chiedi al tecnico:
- quali dispositivi rientrano nell’intervento di building automation;
- quale impianto verrà gestito;
- quali requisiti tecnici possiede il sistema;
- quali documenti riceverai alla fine dei lavori;
- chi preparerà e invierà la pratica ENEA.
Se il venditore non sa spiegare perché l’intervento sarebbe agevolabile, fermati prima di versare un acconto. Una risposta generica come “è tutto detraibile” non ti protegge.
Verifica immobile e impianto
La building automation si collega normalmente a un edificio esistente e a impianti funzionanti. Un impianto di riscaldamento assente, dismesso o non compatibile può cambiare completamente la valutazione.
Controlla anche chi sostiene la spesa e quale immobile viene indicato nei documenti. L’aliquota può cambiare tra abitazione principale e altri immobili. Se si tratta di una casa in affitto, una seconda casa o un’abitazione in comproprietà, raccogli prima le informazioni necessarie.
Paga nel modo corretto
Per l’Ecobonus serve normalmente un bonifico parlante, con causale del versamento, codice fiscale del beneficiario della detrazione e partita IVA o codice fiscale del fornitore.
Conserva fatture, ricevute dei bonifici, schede tecniche, dichiarazioni dell’installatore e prova del pagamento. Se una parte del lavoro viene affidata a un professionista, conserva anche la fattura relativa alla progettazione o alla consulenza tecnica.
ENEA e documenti: la procedura pratica
La comunicazione all’ENEA è uno dei passaggi che non puoi lasciare alla memoria. Per gli interventi Ecobonus, il termine ordinario è di 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo, secondo la documentazione applicabile.
La procedura va svolta sul portale ENEA dedicato alle detrazioni fiscali. Il tecnico può occuparsene, ma resta utile chiedere una copia della pratica e della ricevuta di trasmissione.
Segui questo ordine
- Fai verificare l’intervento prima dell’acquisto.
- Fatti consegnare un preventivo con voci separate.
- Controlla la documentazione tecnica del sistema.
- Esegui il pagamento con il bonifico richiesto.
- Conserva fatture e documenti dell’immobile.
- Invia la comunicazione ENEA entro il termine previsto.
- Archivia la ricevuta per tutta la durata della detrazione.
Per i requisiti tecnici, puoi consultare anche il decreto ufficiale sui requisiti dell’Ecobonus. Non sostituisce il controllo del professionista, ma aiuta a capire perché una semplice connessione Wi-Fi non è sufficiente.
Attenzione alla fine lavori
La data da cui decorrono i 90 giorni non coincide sempre con quella dell’ordine. Conta la conclusione dell’intervento o il collaudo, quando previsto. Fattura, dichiarazione dell’installatore e pratica ENEA devono essere coerenti tra loro.
Se il lavoro è stato eseguito in più fasi, chiedi al tecnico quale data indicare. Una pratica inviata tardi o con dati discordanti può rendere più difficile dimostrare il diritto alla detrazione.
Gli errori più comuni da evitare
Il primo errore è confondere la casa connessa con la building automation. Una casa può avere videocamere, luci e altoparlanti smart, ma nessun sistema agevolabile per l’Ecobonus.
Il secondo è comprare prima e fare domande dopo. Il prodotto può essere valido, ma non avere le caratteristiche o i documenti necessari per il bonus domotica.
Il terzo è considerare detraibile l’intero progetto senza separare le voci. Un impianto può includere componenti agevolabili e altri dispositivi esclusi. La fattura deve rendere chiaro cosa è stato acquistato e installato.
Infine, non dimenticare la capienza fiscale. Recuperare una detrazione in dieci anni richiede una situazione IRPEF compatibile con l’importo da utilizzare ogni anno.
Prima di iniziare, guarda il sistema completo
Il bonus domotica può essere utile quando la tecnologia regola davvero riscaldamento, climatizzazione o acqua calda. Non basta aggiungere un’app o acquistare un dispositivo con il simbolo Wi-Fi.
Prima di spendere, fai verificare sistema, immobile, aliquota, documenti e pratica ENEA. Una scelta fatta con calma vale più di un prodotto acquistato in fretta e scoperto solo dopo non detraibile.